Quadro RB: cosa serve davvero al commercialista

La lista dei dati che servono per dichiarare i redditi da locazione: catastali, possesso, contratto, canoni incassati, regime. Cosa prepari tu e cosa calcola lui.

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Ogni primavera va in scena la stessa scena: il commercialista chiede i dati degli affitti, il proprietario ricostruisce dodici mesi a memoria e dall’estratto conto. Il problema non è la dichiarazione: è che i dati non sono stati raccolti mentre accadevano.

Questa è la lista di cosa serve — e di cosa non serve — per il quadro dei redditi da fabbricati (RB nel modello Redditi PF, B nel 730).

1. Identità dell’immobile

  • dati catastali: comune, foglio, particella, subalterno, categoria;
  • rendita catastale rivalutata;
  • eventuali pertinenze (box, cantina, posto auto) e come sono accatastate;
  • percentuale di possesso e giorni di possesso nell’anno: cambiano tutto se hai comprato, venduto o ereditato in corso d’anno, ed è il dato che manca più spesso.

2. Il contratto

  • tipologia: canone libero 4+4, concordato 3+2, transitorio, studenti;
  • decorrenza e durata, eventuali proroghe o risoluzioni nell’anno;
  • canone annuo pattuito e gli aggiornamenti applicati nell’anno;
  • dati della registrazione (data, numero, ufficio) oppure il codice identificativo del contratto;
  • regime scelto: cedolare secca (con l’aliquota) oppure tassazione ordinaria. Se l’opzione è cambiata rispetto all’anno prima, va detto;
  • se l’immobile è affittato solo per una parte dell’anno, i periodi in cui è stato locato e quelli in cui è rimasto a disposizione.

3. I canoni, quelli veri

Qui sta la differenza fra un fascicolo utile e un foglio di appunti: servono i canoni effettivamente incassati, mese per mese, con la data dell’incasso.

Il canone pattuito è un’informazione contrattuale; quello incassato è l’informazione fiscale. E se un inquilino ha pagato in ritardo, ha pagato a cavallo di due anni o non ha pagato affatto, la distinzione non è un dettaglio: è la voce che cambia il risultato.

Utile allegare anche le ricevute emesse, numerate, così ogni incasso è tracciabile a un documento.

4. Le altre voci che spesso servono

  • interessi passivi sul mutuo dell’immobile, se c’è e se rilevanti;
  • spese condominiali a carico del proprietario, se richieste dal professionista;
  • IMU versata nell’anno (non riduce il reddito da locazione, ma serve al quadro di insieme);
  • eventuali morosità accertate in sede giudiziale, che hanno un trattamento proprio.

Cosa NON devi calcolare tu

Non devi calcolare l’imposta, non devi applicare le riduzioni forfettarie dell’imponibile né le agevolazioni sui contratti concordati, e non devi decidere la casella in cui finisce ciascun immobile: sono esattamente il lavoro del professionista, che le applica secondo le regole dell’anno d’imposta.

Il tuo compito è consegnargli dati completi, ordinati e verificabili. Se arrivano in quella forma, la dichiarazione diventa un lavoro di mezz’ora invece di uno scambio di dieci email.

Cosa fa Rentdesk

Rentdesk produce un fascicolo per il commercialista con dati catastali, contratti (tipo, regime, canone, dati di registrazione), inquilini con codice fiscale, canoni incassati con le ricevute e i totali divisi per regime fiscale, più gli interessi del mutuo quando presenti.

È deliberatamente un pacchetto di dati, non un calcolo di imposte: nessuna imposta stimata spacciata per dichiarazione, nessuna categoria di spesa inventata. Il professionista riceve la materia prima nel formato che si aspetta.

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Contenuto informativo, aggiornato alla data indicata: non è consulenza fiscale. La composizione esatta del quadro dipende dall’anno d’imposta e dal tuo caso concreto.

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